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    I luoghi di lavoro
      

 
                                                                   
 
 

  Il D.Lgs. 626/94 modificato e integrato dal D.Lgs. 242/96 recepisce la direttiva CEE 89/654 relativa alle prescrizioni minime per la sicurezza e per la tutela della salute nei luoghi di lavoro.
Si intendono per luoghi di lavoro i luoghi destinati a contenere posti di lavoro, ubicati all'interno dell'azienda ovvero dell'unità produttiva, nonché ogni altro luogo nell'area della medesima azienda ovvero unità produttiva comunque accessibile per il lavoro.
I luoghi di lavoro devono essere strutturati, tenendo conto, se del caso, di eventuali lavoratori portatori di handicap.
Le disposizioni relative al superamento delle barriere architettoniche non si applicano ai luoghi di lavoro già utilizzati prima del 1 gennaio 1993, ma debbono essere comunque adottate misure idonee a consentire la mobilità.

 
 
 

  Documenti e certificazioni:

                            

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L'elenco riportato di seguito indica i documenti ed i certificati che, in linea generale, debbono essere richiesti alle autorità competenti e tenuti a disposizione degli organi di controllo nei luoghi di lavoro.
Il documento di valutazione del rischio consentirà di individuare la documentazione specifica per ogni unità lavorativa.

Planimetrie.

Certificato di agibilità o di abitabilità:
- viene rilasciato dal Comune nel quale è ubicato l'edificio; R.D. 1265 del 27/7/1934 Testo Unico delle Leggi sanitarie, art. 221.
Denuncia degli impianti di messa a terra (mod.B) - Verbali di prima verifica;
- richieste o verbali delle verifiche periodiche.
Denuncia degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche (mod. A)
- Verbali di prima verifica;
- richieste o verbali delle verifiche periodiche.
Dichiarazione di conformità ed elenco dei materiali utilizzati per impianti descritti nel D.P.R. 447/91 e realizzati dopo il 13/3/90.
Progetto obbligatorio per gli impianti descritti nelle:
- legge 46/90;
- legge 10/91;
- legge 1415/42;
- D.M. 01/12/75;
- D.M. 577/82.

Indagini ai sensi del D.Lgs. 277/91.

Ascensori e montacarichi.
- Licenza di esercizio;
- rinnovo annuale della licenza di esercizio;
- richieste o verbali delle verifiche periodiche;
- contratto di manutenzione.
Installazioni in luoghi con pericolo di esplosione o di incendio.
- Verbali di prima verifica;
- verbali delle verifiche periodiche.
Autorizzazione per lavorazioni insalubri.
- D.M. 2/3/87.
Impianti termici.
- Libretto di impianto (potenza nominale < 35 Kw);
- libretto di centrale (potenza nominale * 35 Kw);
- richieste o verbali delle verifiche periodiche;
- contratto di manutenzione.
Apparecchi a pressione.
- Libretto di impianto;
- richieste o verbali delle verifiche periodiche;
- contratto di manutenzione.
C.P.I. o N.O.P.
- Sono soggetti alle verifiche periodiche dei Vigili del Fuoco ed al rilascio del certificato di prevenzione incendi i depositi e le industrie pericolose indicate nel D.P.R. 26 maggio 1959, n. 689 e successive modificazioni e nella Circ. Min. Interni 2 giugno 1982, n. 25/MI.SA.
- Per attività esistenti, fino alla data del 25/12/84 veniva rilasciato il nulla osta provvisorio (N.O.P.).
Autorizzazione sanitaria.
- Deve essere richiesta al Sindaco del Comune nel quale è ubicata la scuola, qualora nella stessa vengano preparati o somministrati pasti.
Legge n. 283 del 30/4/62.
D.P.R. n. 327 del 26/3/80.
Scarichi.
- Per la tutela delle acque dall'inquinamento, tutti gli scarichi provenienti da edifici realizzati dopo il 1976 devono essere autorizzati dal Sindaco al quale deve esserne fatta richiesta.
Legge n. 319 del 10/5/76 e successive modificazioni.
Rifiuti.
- Lo scarico dei rifiuti speciali, tossici e nocivi prevede che i rifiuti vengano prima accumulati e successivamente vengano smaltiti mediante una ditta abilitata.
- L'autorizzazione allo smaltimento deve essere concessa, a richiesta del datore di lavoro, dal Sindaco del Comune di competenza.
- Presso l'unità produttiva deve essere a disposizione il registro di carico e scarico dei rifiuti nel quale annotare il prelievo degli stessi da parte della ditta incaricata.
- Legge 319 del 10/5/76;
legge 650 del 24/12/79;
D.P.R. 915 del 10/9/82
D.L.gs. 22 del 5/2/97
D.L.gs. 389 dell'8/11/97
Emissioni inquinanti in atmosfera.
- Il D.P.R. n. 203 del 24 maggio 1988 riporta le norme, in materia di qualità dell'aria, relativamente all'inquinamento prodotto dagli impianti industriali.
- I valori minimi di emissioni inquinanti sono forniti dal D.M. del 12/7/90.
- Le emissioni prodotte dai laboratori scolastici vengono considerate tra le attività ad inquinamento atmosferico poco significative.
D.P.R. 25/7/91 (punto 19 dell'allegato 1).
- Le attività ad inquinamento atmosferico poco significativo non richiedono autorizzazione.
D.P.R. 25/7/91.
- Con D.P.C.M. del 21/7/89 per le attività a ridotto inquinamento atmosferico le regioni e le altre autorità citate nell'art. 17 del D.P.R. n. 203 del 24 maggio 1988 possono richiedere domande di autorizzazione con modelli semplificati dai quali siano deducibili le quantità e le qualità delle emissioni.
D.P.R. 25/7/91.
Registro infortuni.
- Il D.M. 12/9/58 ha sancito l'obbligo per le aziende di tenere il registro degli infortuni sul luogo di lavoro.
Il registro che deve essere conforme al modello allegato al D.M. sopracitato; prima di essere posto in uso deve essere vidimato presso gli uffici della ASL competente per territorio.
Deroga per i luoghi di lavoro di altezza inferiore a quella prevista.
- D.P.R. 303/56, art. 6.
Deroga per i luoghi di lavoro in locali sotterranei o semisotterranei.
- D.P.R. 303/56, art. 8.

 
 

  I locali chiusi:

                            

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  I locali chiusi devono essere ben difesi contro gli agenti atmosferici e provvisti di un isolamento termico sufficiente, tenuto conto del tipo di impresa e dell'attività fisica dei lavoratori.
Devono avere aperture sufficienti per un rapido ricambio dell'aria.
Devono essere ben asciutti e ben difesi contro l'umidità.
Devono avere le superfici dei pavimenti, delle pareti, dei soffitti tali da poter essere pulite e deterse per ottenere condizioni adeguate di igiene. limite minimo di altezza di un locale chiuso destinato al lavoro deve essere di almeno 3 m. netti.
Il limite minimo di cubatura di un locale chiuso destinato al lavoro deve essere di almeno 10 mc. per lavoratore. Il valore indicato s'intende lordo cioè senza deduzione dei mobili, macchine e impianti fissi.

 
 

  L'altezza la superficie e la cubatura:

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  Il limite minimo di superficie di un locale chiuso destinato al lavoro deve essere di almeno 2 mq. per lavoratore. Il valore indicato s'intende lordo, cioè senza deduzione dei mobili, macchine e impianti fissi.
L'organo di vigilanza competente per territorio può consentire altezze minime inferiori a quelle previste purché siano adottati adeguati mezzi di ventilazione.
Per i locali destinati a uffici indipendentemente dal tipo di azienda e per quelli delle aziende commerciali, i limiti di altezza sono quelli individuati dalla normativa urbanistica vigente.
Normalmente in Italia la normativa urbanistica vigente prevede altezze intorno ai 2,70 m.; un'eccezione è, per esempio, rappresentata dai Comuni di alta montagna, dove, per favorire il risparmio energetico, sono consentite altezze inferiori.

 
 

  Le pareti:

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  Quando non ostino particolari condizioni tecniche, le pareti dei locali di lavoro devono essere a tinta chiara.
Le pareti trasparenti o traslucide, in particolare le pareti completamente vetrate nei locali o nelle vicinanze dei posti di lavoro e delle vie di circolazione, devono essere chiaramente segnalate e costituite da materiali di sicurezza fino all'altezza di 1 m. dal pavimento, ovvero essere separate dai posti di lavoro e dalle vie di circolazione in modo tale che i lavoratori non possano entrare in contatto con le stesse. L'altezza di 1 m. viene elevata quando ciò è necessario in relazione al rischio che i lavoratori rimangano feriti qualora esse vadano in frantumi.
Le aperture nelle pareti che presentano pericolo di caduta da altezze superiori ad 1 m., devono essere provviste di barriere o di parapetti a norma.

 
 

  I pavimenti:

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  I pavimenti devono essere esenti da protuberanze, cavità o piani inclinati pericolosi, devono essere fissi, stabili e antisdrucciolevoli.
Le aperture esistenti nel suolo o nel pavimento dei luoghi di lavoro o di passaggio comprese le fosse ed i pozzi, devono essere provviste di solide coperture o di parapetti normali, atti ad impedire le cadute delle persone. Quando dette misure non siano attuabili, le aperture devono essere munite di apposite segnalazioni di pericolo.

 
 

  Le finestre e i lucernari:

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 Le finestre, i lucernari ed i dispositivi di ventilazione devono poter essere aperti, chiusi, regolati e fissati dai lavoratori in tutta sicurezza. Quando sono aperti essi devono essere posizionati in modo da non costituire un pericolo per i lavoratori.
Le finestre ed i lucernari devono essere realizzati in modo da consentire la loro pulitura senza rischio per i lavoratori che effettuano il lavoro e per quelli presenti.
Le finestre devono avere parapetti alti almeno 90 cm.

 
 

  Le porte e i portoni:

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 Le porte dei locali di lavoro devono, per numero, dimensioni, posizione, e materiali di realizzazione, consentire una rapida uscita delle persone ed essere agevolmente apribili dall'interno durante il lavoro
Quando in un locale le lavorazioni ed i materiali comportino pericoli di esplosione o rischi specifici di incendio o le attività che vi si svolgono comportino l'impiego di più di 5 lavoratori, almeno una porta ogni 5 addetti deve essere apribile nel verso dell'esodo e deve avere larghezza di almeno m. 1,20.
Quando in un locale si svolgono lavorazioni che non comportano pericoli di esplosione o rischi specifici di incendio e vi lavorano normalmente fino a 25 lavoratori, il locale deve essere dotato di una porta avente larghezza minima di m. 0,80.
Alle porte per le quali è prevista una larghezza minima di m. 1,20 è applicabile una tolleranza in meno del 5%.
Quando in un locale di lavoro le uscite di emergenza coincidono con le porte e i portoni si applica la norma: "le vie e le uscite di emergenza devono avere altezza minima di m. 2,0 e larghezza minima conforme alla normativa vigente in materia antincendio."
Nei locali di lavoro ed in quelli adibiti a magazzino non sono ammesse le porte scorrevoli, le saracinesche a rullo, le porte girevoli su asse centrale, quando non esistano altre porte apribili verso l'esterno del locale.
Accanto ai portoni destinati essenzialmente alla circolazione dei veicoli devono esistere, a meno che il passaggio dei pedoni sia sicuro, porte per la circolazione dei pedoni che devono essere segnalate e sgombre.
Le porte e i portoni apribili nei due versi devono essere trasparenti o essere muniti di pannelli trasparenti.
Sulle porte trasparenti deve essere apposto un segno indicativo all'altezza degli occhi.
Se le superfici trasparenti o traslucide delle porte e dei portoni non sono costituite da materiali di sicurezza, queste devono essere protette contro lo sfondamento.
Le porte scorrevoli devono disporre di un sistema di sicurezza che impedisca loro di uscire dalle guide o di cadere.
Le porte e i portoni che si aprono verso l'alto devono disporre di un sistema di sicurezza che impedisca loro di ricadere.
Le porte ed i portoni ad azionamento meccanico devono funzionare senza rischi d'infortuni per i lavoratori.
Le porte situate sul percorso delle vie di emergenza devono essere contrassegnate con segnaletica durevole conformemente alla normativa vigente.
Quando i luoghi di lavoro sono occupati le porte devono poter essere aperte con facilità.
I luoghi di lavoro già utilizzati prima del 1 gennaio 1993 devono essere provvisti di porte di uscita che, per numero ed ubicazione, consentono la rapida uscita delle persone e che sono agevolmente apribili dall'interno durante il lavoro.
Quando in un locale si svolgono lavorazioni quelle che comportano pericoli di esplosione o rischi specifici di incendio e vi lavorano normalmente da 25 a 50 lavoratori, il locale deve essere dotato di una porta avente larghezza minima di m. 1,20 che si apra nel verso dell'esodo.
Quando in un locale si svolgono lavorazioni che non comportano pericoli di esplosione o rischi specifici di incendio e vi lavorano normalmente un numero di lavoratori compreso tra 51 e 100, il locale deve essere dotato di una porta avente larghezza minima di m. 1,20 e di una porta avente larghezza minima di m. 0,80; entrambe devono aprirsi nel verso dell'esodo.
Quando in un locale si svolgono lavorazioni che non comportano pericoli di esplosione o rischi specifici di incendio e vi lavorano normalmente più di 100 persone, il locale deve essere provvisto di una porta avente larghezza minima di m. 1,20, e di una porta avente larghezza minima di m. 0,80, entrambe con apertura nel verso dell'esodo, e, in aggiunta a queste, deve essere dotato di almeno una porta che si apra nel verso dell'esodo avente larghezza minima di m. 1,20 per ogni 50 lavoratori normalmente ivi occupati o frazione compresa tra 10 e 50, calcolati limitatamente all'eccedenza rispetto a 100. Il numero complessivo delle porte può anche essere minore, purché la loro larghezza complessiva non risulti inferiore.
Alle porte per le quali è prevista una larghezza minima di m. 0,80 è applicabile una tolleranza in meno del 2%.
Le porte ed i portoni ad azionamento meccanico devono essere muniti di dispositivi d'arresto di emergenza facilmente identificabili ed accessibili e devono poter essere aperti anche manualmente, salvo che la loro apertura possa avvenire automaticamente in caso di mancanza di energia elettrica.
Le porte ed i portoni apribili nei due versi in luoghi di lavoro già utilizzati prima del 1 gennaio 1993 devono essere trasparenti o essere muniti di pannelli trasparenti.
Per i luoghi di lavoro costruiti o utilizzati prima del 27 novembre 1994 non si applicano le disposizioni concernenti la larghezza, delle porte che debbano, comunque, essere conformi a quanto previsto dalla concessione edilizia ovvero dalla licenza di abitabilità.

 
 

  Le scale fisse e i gradini:

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  Le scale fisse e i gradini, destinate al normale accesso agli ambienti di lavoro, devono essere costruite e mantenute in modo da resistere ai carichi massimi derivanti da affollamento per situazioni di emergenza.
I gradini delle scale fisse devono avere pedata e alzata dimensionata a regola d'arte e larghezza adeguata alle esigenze del transito.
Le scale fisse ed i relativi pianerottoli devono essere provvisti, sui lati aperti, di parapetto normale o di altra difesa equivalente.
Le rampe delle scale fisse delimitate da due pareti devono essere munite di almeno un corrimano. Parapetto: altezza minima un metro.

 

         

                                  

 


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